Considerazioni dopo Brescia Ancona
domenica, maggio 9th, 2010
Mister ce la facciamo o no a salvarci senza playout?
“Non è facile rispondere a questa domanda; a dire il vero sono preoccupato perché la quota salvezza si è alzata e per stare tranquilli dovremo fare per forza altri 3 punti”.
Sono state queste le prime parole del mister in sala stampa dopo il ko rimediato contro le rondinelle.
Una sconfitta che ci aspettavamo un po’ tutti visto che di fronte avevamo un avversario con obiettivi ambiziosi e tanta voglia di vincere. Parliamo del forte Brescia che ha azzittito l’Ancona con 3 bei gol, messi a punto da Caracciolo (doppietta) e Rispoli. Ora siamo a 5 punti dai playout. Roba da non credere per una squadra che fino a qualche settimana fa poteva sognare altro.
I ragazzi hanno mollato?
“Credo che i ragazzi abbiano perso un po’ di concentrazione, anche se in campo non ho mai visto una squadra che non lotta sulle palle e che non prova a fare la sua partita. L’impegno dei ragazzi c’è, quello che manca è concentrazione e mordente. In settimana lavoreremo anche su questi punti”.
Ancona torna sulla terra… Mancano altre tre partite e la prossima in casa contro il Cittadella non sarà di sicuro una passeggiata. Serve il massimo della concentrazione in campo. Concentrazione da parte di tutti i biancorossi che tutto sommato si danno da fare, ma in realtà hanno perso quello spirito che fino a febbraio li ha tenuti sulla cresta dell’onda. Vietato affondare proprio adesso. Siamo ad un passo dalla salvezza sicura ed è compito della squadra ritrovare quella fame necessaria per fare risultato. Torniamo a parlare di calcio. Per un attimo lasciamo da parte i discorsi societari ed economici e concentriamoci sul campionato. Perché prima di tutto l’Ancona deve salvarsi sul campo. Rivogliamo l’Ancona determinata di qualche tempo fa. Capitano a te il compito di motivare il gruppo verso la conquista alla permanenza in serie B. Rivogliamo l’Ancona grintosa di un tempo. Quella che sa giocare a calcio e sa mettere in difficoltà gli avversari. Rivogliamo Mastro gol. Rivogliamo la vittoria al Del Conero che manca dal 13 marzo (Ancona-Torino). Basta nascondersi dietro ad un silenzio stampa che non ha significato o almeno non lo ha più in questo momento. Un silenzio stampa che deve proteggere chi? E da cosa? La squadra in questo momento non ha bisogno di essere difesa e protetta da nulla; la squadra va incoraggiata, motivata, spronata e di più ancora. Da tutti. La squadra farebbe bene ad uscire da questa campana di vetro dentro la quale si sta nascondendo. Che non porta neanche troppo bene (a voler essere scaramantici).
Tocca a voi ragazzi uscire allo scoperto in tutto e per tutto. Questione di paura ? L’unica paura deve essere quella di non farsi risucchiare dal vortice playout. Questione di Tranquillita’? L’unica tranquillita’ e’ quella di fare questi benedetti 2/3 punti per aggiudicarsi la salvezza matematica. E quindi giudizio e lavoro, il tempo c’e', ma poco. Era una promessa e come tale va mantenuta.
Silvia Trillini
Tag:Ac Ancona, biancorossi, Brescia Ancona, Caracciolo, pericolo playout, Salvioni, Silvia Trillini
L’Ancona arranca e non riesce neanche stavolta a fare i punti necessari per raggiungere la salvezza matematica. I postumi del derby a livello psicologico si sono fatti sentire ed anche stavolta la spedizione al Braglia si rivela nefasta per i biancorossi. Neanche l’uomo in più per mezzora è riuscito a sbloccare una squadra che, paradossalmente, dopo essere rimasta in superiorità numerica ha perso nerbo e dinamismo. Ma è stata una partita condizionata dagli errori difensivi che soprattutto nel primo tempo hanno messo in un angolo l’Ancona fino al gol di Martinetti: del resto era prevedibile che i dorici andassero in difficoltà nel reparto arretrato viste le squalifiche di tre difensori titolari. I dorici hanno reagito, ci hanno provato ma è chiaro che la perdita per infortunio di Mastronunzio a fine primo tempo ha pesato sull’andamento del match, anche perchè chi lo ha sostituito (Mirchev) ha deluso grandemente. Il Sassuolo che lotta per la serie A ha difeso il suo golletto e alla fine ce l’ha fatta anche perchè di fronte aveva una squadra brillante ma non cattiva.
C’è un boato che ancora rimbomba nelle orecchie di molti. E’ il grido di una malattia che non va più via. Sembra impossibile, ma è così. “Non resisto lontano da te”. “Noi siamo anconetani”. “Noi siamo un popolo fiero, antica città di mare”. Sventolano alte le bandiere e le sciarpe sono ben tese in casa di quella: “Romagna, Romagna mia…”. Perchè noi “c’avemo i moscioli e ce piace il vì”, altro che mare…
FROSINONE – La colonna sonora che ha fatto venire i brividi ai dorici è stato il gol di Stellone, subito nei primi 19 minuti di gioco. Complice un’Ancona poco lucida, capace di sbagliare troppo in difesa e a centrocampo, lasciando al Frosinone spazio e modo di imporsi sul rettangolo di gioco. Ma c’è un altro ritornello però. Ovvero quello del secondo tempo. Quello della rinascita dopo il gol del pareggio di Schiattarella. Non bastano le proteste dei padroni di casa (arrabbiati per come è nata l’azione del gol) a cambiare le sorti di un match che è finito comunque in parità. Un punto giusto, ed equo che da respiro e morale all’Ancona. Un po’ meno confortante per la compagine gialloblu.



