asasasa

E’ partita l’asta benefica delle maglie di tutti i giocatori dell’Ancona, con l’intero incasso che sara’  devoluto  alla Fondazione Salesi e denominata BIANCOROSSALESI.

Si e’ partiti da una base minima (30 euro) e dal momento in cui ognuno di Voi offrirà 1 euro in più la maglia diventerà automaticamente sua, fino al momento in cui un altro sportivo aggiungerà 1 euro in più. Si arriverà così alla fine del campionato ed in una serata dedicata alle premiazioni consegneremo ai vincenti le sospirate maglie (previo versamento della quota raggiunta). Andate al link qua sotto per poter partecipare all’asta e per votare il core de Ancona.

http://www.domenicabiancorossa.com/core_dancona.htm

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calcio_anconaFROSINONE – La colonna sonora che ha fatto venire i brividi ai dorici è stato il gol di Stellone, subito nei primi 19 minuti di gioco. Complice un’Ancona poco lucida, capace di sbagliare troppo in difesa e a centrocampo, lasciando al Frosinone spazio e modo di imporsi sul rettangolo di gioco. Ma c’è un altro ritornello però. Ovvero quello del secondo tempo. Quello della rinascita dopo il gol del pareggio di Schiattarella. Non bastano le proteste dei padroni di casa (arrabbiati per come è nata l’azione del gol) a cambiare le sorti di un match che è finito comunque in parità. Un punto giusto, ed equo che da respiro e morale all’Ancona. Un po’ meno confortante per la compagine gialloblu.

Frosinone presente – Partono bene i ciociari che fanno capire subito agli avversari che questa non è una passeggiata. Ci prova in due occasioni (1’, 11’) Santoruvo di testa, senza trovare lo specchio della rete. La prima stoccata arriva da un cross di Troianiello dalla destra e la seconda da una punizione battuta da Biso. L’Ancona ha una sola opportunità: appoggio di Schiattarella per Colacone che sbaglia però la conclusione. Il Frosinone insiste e il gol è nell’aria. Al 14’ Da Costa dice no ad un tiro di Santoruvo, ma 5 minuti dopo il portiere brasiliano non riusce a salvare la porta. Troianiello batte un cross e Stellone di testa insacca. Ciociari in vantaggio. L’Ancona risponde con un tiro di testa di Cosenza, deviato in angolo da Frattali. E sul finale: punizione di De Falco a cercare Colacone, che però viene anticipato da Giubilato. Primo tempo che finisce con il risultato di 1 a 0 per il Frosinone.

Rinascita dorica – Sarà stata la “lavata di capo” da parte di mister Salvioni, fatto è che l’Ancona del secondo tempo ha tutto un altro sapore, rispetto a quella del primo. I dorici lasciano il nervosismo negli spogliatoi e decidono di giocare. Dall’altra parte il Frosinone sembra concedere poco ai marchigiani, puntando sul possesso palla e sull’aggressività. Ma mai dare nulla per scontato però. Ed è proprio da un momento di superficialità che i ciociari subiscono il gol del pareggio.

Al 20’ Surraco viene atterrato, i giocatori ciociari si aspettano l’interruzione di gioco da parte dell’arbitro che invece concede il vantaggio ai dorici. Schiattarella si impossessa della palla, portandosi in avanti e sorprende Frattali sul primo palo. 1 a 1 .

La partita cambia fisionomia – L’Ancona si rianima a tutti gli effetti, velocizza la manovra e da ritmo alla sua conduzione di gioco. Determinante in questo senso è l’entrata di Piccoli che viene collocato a centrocampo al posto di Camillucci. Il Frosinone subisce il colpo del gol e si innervosisce, mentre l’Ancona contiene bene le iniziative avversarie.

Al 23’ girata di Stellone che anticipa Cosenza, ma la palla non inquadra lo specchio della rete.

Il Frosinone spinge molto sul finale di gara, mettendo a segno due chiare occasioni da gol. Siamo al 47 e Stellone fa vibrare Da Costa che compie un miracolo e devia in angolo il tiro avversario. Sugli sviluppi del corner altra occasione insidiosa per i ciociari, ma l’Ancona si libera bene, vanificando il pericolo. Il match termina con il risultato di parità.

Silvia Trillini realsports.it

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Prima o poi doveva capitare

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C’è sempre una prima volta. L’Ancona che deve salvarsi è questa. Quella dall’organico ristretto che ha fatto più del dovuto nella prima parte di campionato, ma che ora sta accusando il colpo. Quello della stanchezza, quello del calo fisiologico e del limite quantitativo e qualitativo d’organico. Risultato? Si può perdere anche al Del Conero. La prima sconfitta casalinga è arrivata dopo quasi un anno di piaceri all’interno delle mura amiche. Breda lo aveva preannunciato: “noi giocheremo per vincere dove mai nessuno, quest’anno, lo aveva fatto prima”. Detto e fatto. E i dorici gli hanno dato una mano. Un’Ancona che non si era mai vista giocare in quella maniera. Stanca e sottotono, ma soprattutto priva di lucidità e di idee. Peccato perdere dei punti in quella maniera; conto un avversario molto forte sulla carta, ma altrettanto difettoso in fase di gioco. Una Reggina capace di sbagliare anche lei. Come in effetti evidenzia l’andamento espresso dagli amaranto in questo campionato. Grazie all’Ancona allora. Che ha dormito troppo, ha commesso errori madornali e ha fatto uno dei regali più belli agli uomini di mister Breda. Perché prendere un gol a una manciata di secondi dalla fine, lasciando libero l’avversario di fare il comodo suo all’interno dell’area di rigore, è veramente poco confortante. Regalo prestigioso. Più equo sarebbe stato un pareggio; ma non per la dura “legge del gol” che ci insegna che gli errori si pagano a caro prezzo. E sono 3 punti persi che ci allontanano dalla zona playoff, ma che non vanificano del tutto l’obiettivo salvezza. A patto che le prossime prestazioni non siano dello stesso livello tecnico e motivazionale di quella messa a punto con la Reggina. L’Ancona è chiamata a fare ancora un ultimo sforzo in questa che è la parte più difficile e competitiva del campionato. Uno sforzo che, per ciò che riguarda il campo, significa: confermare la tanto desiderata salvezza senza passare per i playout. Uno sforzo che, a livello societario, significa invece: risolvere al più presto le problematiche economiche e mettere fine all’incubo penalizzazione che tutt’oggi, incombe sull’Ac Ancona.

Silvia Trillini

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logo_cubaSono indignato da questa gazzarra inscenata su una sconfitta, vera mosca bianca nel nostro campionato. Rammento che non piu di 10 giorni fa il Lecce ne ha presi 5 fra le mura amiche e nessuno si è scandalizzato. Sembra proprio che l anconetano non aspettasse altro che questa sconfitta.

Eros Giardini, Clubs uniti biancorossi Ancona

Concordo in pieno col pensiero di Eros Giardini, scritto nella nostra pagina Facebook, ricordando a tutti coloro che sparano a zero su questi ragazzi , tutto quel che ci hanno regalato in questa incredibile stagione. Facciamo i tifosi. E non comportiamoci da tifosi di serie C.

logo_cubaEd anche quest’anno si parte. I Clubs Uniti Biancorossi Ancona vi presentano le due manifestazioni che accompagneranno gli splendidi giocatori biancorossi fino alla fine del campionato. Due iniziative ormai conosciutissime, visto che sono arrivate alla quindicesima Edizione, e che sono la “Coppa Cuba” ed “El core de Ancona”. Ma mentre per la Coppa Cuba non ci sono novità e continueremo quindi ad indicare e premiare a fine campionato i tre giocatori che più sono emersi dal punto di vista esclusivamente tecnico (attraverso votazioni fatte dal nostro Consiglio Direttivo e dal giornale locale “Il Corriere Adriatico”), per “El Core de Ancona” anche quest’anno ci affideremo ad un gioco che tenterà di unire l’amore ai colori biancorossi alla solidarietà. Ma lo faremo con grossissime novità; anzitutto ci affideremo ad un mezzo ormai consolidato come il computer ed in secondo luogo offriremo le somme che riusciremo a raccogliere ad un Ente benefico assolutamente nuovo per noi, ma amatissimo nella nostra città, che è la “Fondazione Ospedale dei bambini Salesi onlus”. Nel sito “La domenica Biancorossa” del nostro caro amico Luciano Marrone, nel sito ufficiale dei C.U.B.A.. “Biancorossi siamo noi” e nel sito Clubs Uniti Biancorossi Ancona di facebbok (che conta più di 1.500 iscritti) troverete due distinte colonne con tutti i giocatori dell’Ancona Calcio. Nella prima potrete votare il giocatore dorico che, a vostro avviso, più è entrato nel cuore degli sportivi anconetani e dalla quale uscirà una classifica di merito attraverso la quale a fine campionato eleggeremo “El Core de Ancona”, mentre nella seconda (che abbiamo voluto chiamare BIANCOROSSALESI) ci muoveremo con un asta benefica nella quale, con la collaborazione della Società, metteremo a Vostra disposizione tutte le maglie dei giocatori dorici. Si partirà da una base minima (30 euro) e dal momento in cui ognuno di Voi offrirà 1 euro in più la maglia diventerà automaticamente sua, fino al momento in cui un altro sportivo aggiungerà 1 euro in più. Si arriverà così alla fine del campionato ed in una serata dedicata alle premiazioni consegneremo ai vincenti le sospirate maglie (previo versamento della quota raggiunta). Bene, nella speranza di essere stati sufficientemente chiari, invieremo quanto prima le prime classifiche.

Eros Giardini, presidente Clubs Uniti Biancorossi Ancona

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Il classico film già visto

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calcio_anconaL’Ancona a due facce. Quella che in casa ti va a vincere con il Torino e nel giro di sei giorni perde con la sestultima in classifica. Quella che tra le mura amiche ha immagazzinato 11 vittorie e 4 pareggi. Ma fuori da Ancona: meglio calare un velo pietoso. L’Ancona sovrana al Del Conero e sguattera in trasferta. Gli stessi giocatori che in casa hanno realizzato la bellezza di 29 gol contro i 10 subiti. Mentre fuori sono solo 13 quelli realizzati e 25 subiti. Sette trasferte consecutive con un unico comun denominatore: la sconfitta. Un dato di fatto che palesa come la squadra in casa d’altri proprio non sa imporsi. Pecca sul possesso palla, fatica al momento di concludere e lascia all’avversario gli spazi giusti per penetrare a rete. Ancona: ci sei o ci fai? L’Ancona che occupa meritatamente la zona playoff, dopo aver vinto una gara importante contro una delle squadre più blasonate di questa serie B, non può sprecare l’occasione di riconfermarsi tale. L’Ancona che va a Piacenza consapevole della posizione che occupa, non può giocare pensando alla salvezza. Sarebbe come darsi la zappa sui piedi da soli. Purtroppo è stato così. Questione di orgoglio, di consapevolezza che anche se l’obiettivo è quello di salvarsi, bisogna giocare sempre e ovunque con la stessa intensità. Con quello spirito che in casa ci contraddistingue e ci fa fare la differenza in campo. Uno spirito che in trasferta non emerge. Perché ci si accontenta. L’Ancona non è reattiva, commette troppi errori e concede troppo ai padroni di casa. Anche a quelli meno forti. Sono tanti i punti persi. Punti che vanno a sommarsi al -2 relativo alla penalizzazione e che ci stanno traghettando piano piano fuori dalla zona playoff. Tanto è quello il nostro posto: la salvezza. Quello è il palio da conquistare. Chissenefrega se questo campionato è mediocre e altalenante, a noi basta la salvezza. E salvezza deve essere per forza a questo punto; non ci sono scusanti. Che si possa raggiungere all’interno delle mura amiche o fuori, non importa, l’importante è che venga consacrata. E’ vero però che: dai ragazzi ci si aspetta una sterzata positiva nelle gare esterne perché siamo stanchi di assistere sempre a quel film già visto. Un film dal finale amaro sotto molti punti di vista.

Silvia Trillini

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Il metodo Salvioni colpisce ANCORA

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punto di vistaCon un organico ristretto per forza di cose uno si deve arrangiare. Ma se le pedine sono quelle giuste e le mosse sono azzeccate, vuoi o non vuoi i risultati arriveranno.
Standing ovation all’inventore dei nuovi ruoli: mister Valter Alessandro Salvioni.
Oramai non è più un caso, perché ogni volta che l’Ancona è incerottata o è alle prese con qualche defezione d’organico, ci pensa lui a rimediare a certe mancanze, mettendo a punto soluzioni che mai nessuno avrebbe osato fare. E a quanto pare ci riesce bene. Dicesi “metodo Salvioni”, quello che non ha voluto assolutamente nessun rinforzo a gennaio; quello che dice che tutti i giocatori dorici sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo salvezza; quello che guai a chi tocca uno dei suoi uomini, perché i panni sporchi se li vuole lavare lui con le sue mani. Quello che conosce a perfezione i suoi giocatori e che tra mille difficoltà ha creato il “miracolo Ancona”. Il primo a dover sottostare agli esperimenti del mister è stato Pisacane, che nella gara Ancona-Modena si è sistemato al posto di Zavagno, sfigurando di poco quello che è il suo vero ruolo naturale. La vera novità poi, è arrivata con l’invenzione di Schiattarella terzino destro nella partita con il Grosseto. Esperimento riuscito alla grande, proprio perché il jolly biancorosso è stato bravo ad interpretare il ruolo di esterno basso. Invenzioni che hanno avuto successo e per questo riproponibili in altre occasioni, non solo di necessità assoluta. Il top però è arrivato nel match con il Torino, quando un centrocampista eclettico come Ivan Piccoli, che non giocava titolare dallo scorso campionato, è stato posizionato anche lui come terzino sinistro.
Rischioso? Sì, ma “il metodo Salvioni” non conosce timore. E se Mustacchio a Modena ha sostituito Zavagno positivamente, nel finale di gara, allora anche Piccoli poteva dire la sua in quella parte di campo. Così è stato e l’Ancona, con grinta e sudore ha avuto la meglio sul possesso palla, confezionando delle trame di gioco che hanno messo in difficoltà il Toro. Un Torino molto più forte dei dorici, ma non efficace nell’impostare il proprio gioco, soprattutto sulle fasce. Vittoria del tutto  meritata quella dei biancorossi e non solo perché desiderata con il cuore, ma perché l’Ancona ha giocato il “suo” calcio nel migliore dei modi. Biancorossi tutti promossi, dalla difesa all’attacco. Ma promosso anche Salvioni autore di questo incantesimo che in casa continua a sbalordire sempre di più. Gli unici due nei? Il -2 e le trasferte. Ma in società qualcosa si sta muovendo. Il Futuro?
Mettere a posto i conti e salvezza… poi si vedrà.

Silvia Trillini

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Meravigliosa ancona, Torino KO!!!!

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CatturaUn applauso alla grintosa e fenomenale Ancona. I dorici riescono nell’impresa, fermano la corazzata di Colantuono e si aggiudicano meritatamente il posto nei playoff.
Va in campo l’Ancona a trazione anteriore, quella con Schiattarella e Piccoli a fare i terzini. Di fronte, un Toro schierato con il 4-2-3-1 con Antonelli, Belingheri e Leon dietro a Bianchi. Ed è subito emozione. L’Ancona parte bene e all’11’ ha un’occasione con Surraco che colpisce d’esterno, ma la sfera finisce fuori di poco. L’Ancona insiste e regala ai suoi sostenitori altre due occasioni importanti. La prima arriva al 19’: scambio tra Mastronunzio e Piccoli, con quest’ultimo che tenta il tiro, finito alto sopra la traversa. La seconda azione porta la firma di Catinali che prova la conclusione dalla distanza e sfiora l’incrocio dei pali. Dalle parti del Torino c’è solo un tiro di D’Ambrosio da annotare; tiro che però non inquadra lo specchio della porta. E mentre il Toro commette delle imprecisioni di troppo a centrocampo, l’Ancona trova gli spazi giusti per valicare quei pilastri di Ogbonna e Loria. Ci riesce al 29’ con Mastronunzio che s’inventa un passaggio per Surraco; scambio con Colacone e l’uruguaiano può così accecare Sereni.
1 a 0 per l’Ancona. I granata rispondono con Leon che si porta in avanti sulla sinistra, crossa al centro per Genevier che tira e viene deviato in angolo. Sugli sviluppi del cross, Bianchi colpisce la sfera, ma il tiro è troppo alto per infastidire Da Costa. Primo tempo che si conclude con il vantaggio dei dorici. Nella ripresa è ancora l’Ancona a portarsi in avanti. Il primo a stuzzicare il portiere del Toro è Mastronunzio con un diagonale dalla sinistra che esce di poco. Poi ancora è Miramontes a sferrare un tiro dalla trequarti, ma la sfera vola alta sopra la rete. Serve una sterzata ai granata e Colantuono getta nella mischia Gasbarroni al posto di Belingheri, con Leon che va a posizionarsi in attacco insieme a Bianchi. Il Torino accelera la manovra, ma è ancora l’Ancona che continua ad attaccare. E quando lo fa sono dolori. Al 22’ Mastronunzio spizzica di testa la sfera, Miramontes prova il tiro, ma viene respinto da Sereni; ci arriva prima di tutti Colacone che colpisce e viene respinto, ma al secondo tentativo il “cobra” insacca la rete del 2 a 0. Il Torino non ci sta e qualche minuto dopo trova il gol della rimonta. Cross pettinato di Leon e Bianchi indisturbato infila di testa a rete. 2 a 1 e si ricomincia. La partita si infiamma, così come gli animi dei giocatori in campo, qualche fallo di troppo e a rimetterci le penne sono dapprima Loria, poi Gerardi e Leon. Tutti e tre espulsi dal direttore di gara. E sono stati minuti finali combattuti, con l’Ancona in 10 e il Torino in 9 uomini in campo. Minuti vissuti al cardiopalma con il Torino che ha provato ad attaccare, cercando a tutti i costi il pareggio. Ma niente da fare l’Ancona è brava a contenere le mosse avversarie e a difendere questo prezioso risultato che va a placare quel velo di amarezza relativo ai due punti di penalità.

Silvia Trillini Realsports.it

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Ciao Tonino Carino

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bf3995259fb022a75cb6f797b7351106094832I Clubs Uniti Biancorossi Ancona ricordano con affetto il grande giornalista Tonino Carino, prematuramente scomparso la notte scorsa. Rimarranno impressi nelle nostre menti i suoi interventi nella popolarissima trasmissione 9oesimo minuto e la professionalita’ dimostrata nella redazione anconetana della Rai. Ci mancherai!

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Se son rose fioriranno

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punto di vistaCari amici biancorossi, la differenza di risultati tra l’Ancona versione casalinga e quella fuori casa e’ veramente incredibile. Quando i ragazzi di Salvioni giocano allo stadio del conero assistiamo a partite spettacolari, con ripartenze rapide lungo gli spazi, occasioni gol e azioni continue che mettono in affanno le difese avversarie. Ma se giochiamo fuori casa il comune denominatore e’ uno solo e si chiama “sconfitta”. Problema tattico o questione di personalità’? Secondo me e’  PERSONALITA’. Probabilmente i giocatori agli ordini di Salvioni non ha quella mentalita’ vincente per poter imporre il proprio gioco lontano dallo stadio di Passo Varano. Non e’ una questione tecnico tattica, non e’ quindi un problema di modulo. E pensare che avrebbero nelle loro gambe la possibilita’ di vincere fuori casa, vedi le vittorie di Reggio Calabria e quella storica di PASCOLI. Un problema di difficile soluzione, visto che il tempo passa e ci avviciniamo alla parte finale di questo incredibile campionato. Cosa fare? Sicuramente salvare la prestazione di Modena, nella quale la squadra biancorossa ha disputato un’ottima partita , e ripetere tale partita nei prossimi match fuori casa. Giocando cosi’ arriveranno i punti. E se cosi’ fosse…..beh’ dai….SE SON ROSE FIORIRANNO!

Adesso concentrati sul prossimo big match in casa contro il grande Torino. Giocheremo contro una squadra dai nomi altisonanti , che sara’ sicuramente sorretta dalla classe arbitrale. Il pubblico anconetano dovra’ essere non solo il 12esimo uomo…ma anche li 13esimo e 14esimo!  Avanti popolo dorico!!!

Paolo Negri

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