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Un’annata da ricordare

Catturaaaa

Siamo arrivati alla fase finale di questa interminabile stagione, che ci ha regalato per lunghi tratti il sogno playoff.  Facciamo un piccolo ma significativo passo indietro. Ho negli occhi l’Ancona in svantaggio per 3 a 1 a Bergamo, ho in mente il fine partita con tutti i giocatori davanti alla radiolina prima  dell’incredibile gol di Zambrella in Pisa-Brescia.  E la partita di Rimini, con quel gol di Mastronunzio che ha mandato in estasi i 3000 anconetani accorsi al Romeo Neri di Rimini. Terminata la stagione 2008-2009 sono rimasti gran parte dei protagonisti di quella squadra, in primis capitan Mastronunzio.  Rivoluzionata solamente la difesa, questa squadra ha giocato con una rosa risicata , con pochi cambi a disposizione. Gli stessi giocatori ogni sabato. E nonostante questo una squadra che poteva rischiare una retrocessione diretta , ha regalato ai tifosi dell’Ancona un’annata da ricordare. Con della partite memorabile, dalla vittoria ad Ascoli, quella di Cesena, le meravigliose partite casalinghe con tantissime vittorie.  Poi e’ arrivato i calo fisiologico, dato da tanti fattori  , precedentemente indicati, e da alcune problematiche societarie che hanno tenuti in ansia la squadra.  E per tutte queste cose vorrei ringraziare i meravigliosi protagonisti,  dai tecnici ai giocatori, per un’annata  che comunque rimarrà nei cuori dei VERI TIFOSI dell’Ancona, quelli che hanno capito il piccolo grande miracolo fatto da queste persone.

Paolo Negri


Ovunque tu sarai non ti lascero’ mai

esultanza anconaC’è un boato che ancora rimbomba nelle orecchie di molti. E’ il grido di una malattia che non va più via. Sembra impossibile, ma è così. “Non resisto lontano da te”. “Noi siamo anconetani”. “Noi siamo un popolo fiero, antica città di mare”. Sventolano alte le bandiere e le sciarpe sono ben tese in casa di quella: “Romagna, Romagna mia…”. Perchè noi “c’avemo i moscioli e ce piace il vì”, altro che mare…
E mentre dagli spalti i cori biancorossi riecheggiavano per tutto lo stadio, in campo i dorici facevano di tutto per vincere la gara. Un’Ancona determinata, lucida e capace di tenere a bada i padroni di casa. Il Cesena, avversario tosto, le ha provate di tutte in campo. Ma la spinta di Giaccherini e le fantasie di Colucci e Do Prado non hanno detto a sufficienza. Tante azioni da gol per i bianconeri, più di quelle realizzate dai dorici. Tanti tiri in porta, ma di fatto troppi errori nel momento di centrare la rete. L’Ancona a Cesena ha giocato serenamente. Tolto il magone degli stipendi non pagati, c’è stata più tranquillità e lucidità da parte dei ragazzi nel gestire la partita. Anche soffrendo. Sì, perché l’Ancona per lunghi tratti di gara ha sofferto le insidie avversarie, ma poi la reazione c’è stata. Hanno corso tutti, l’impegno non è mancato e i dorici sono tornati ad essere quel “gruppo tetragono” che era mancato nelle ultime partite. Ottimo il gioco sulle fasce con Miramontes e Surraco che hanno dato ritmo alla manovra. Bene dalla cintola in su, anche se Mastronunzio (33 presenze su 33 gare), a tratti è sembrato opaco. Questione di stanchezza, non di altro. Ci può stare. Bene anche in difesa, con un Cristante ritrovato e tornato a dirigere nel migliore dei modi la retroguardia dorica. E se poi alle spalle c’è un portiere capace di compiere spesso il miracolo, stai tranquillo che non ce n’è per nessuno. Nemmeno per il Cesena che sogna la serie A. Quel sogno che all’Ancona al momento gliel’hanno portato via. Prima il -1, poi il -2 punti di penalizzazione ed ora un’altra udienza di fronte alla Corte di Giustizia sportiva. Saranno altri punti di penalizzazione o solo multe per la società? Staremo a vedere. Intanto c’è da guadagnarsi la salvezza. Dal campo i ragazzi rispondono presente. Loro che ci mettono la faccia e le gambe, vogliono restare in serie B e tra mille difficoltà cercano di dimostrarlo. La vittoria di Cesena ne è la conferma. L’Ancona è tornata a vincere fuori casa dopo l’exploit di Ascoli (21 novembre). Una vittoria che conta e che vuoi o non vuoi lascia sperare…

Controcampo di Silvia Trillini


L’Ancona espugna Cesena!!!!

esultanza anconaCESENA – 3 punti “dentro l’uovo”. E la sorpresa di Pasqua è tutta per l’Ancona. I dorici hanno disputato una bellissima gara, tenendo testa ad un avversario di tutto rispetto come il Cesena. Un Cesena che ha dominato molto nei 90 minuti di gioco, ma che di fatto non ha saputo concretizzare, lasciando all’Ancona lo spazio per colpire. E si torna così a sperare…
Entusiasmo alle stelle da parte dei sostenitori di entrambe le squadre, che danno il benvenuto ai ragazzi in campo con cori a raffica e bandiere al vento. Clima effervescente sugli spalti e pure sul campo. Ancona subito in gol. Passano solo 3 minuti e l’Ancona va in vantaggio con un gol su calcio di punizione, battuto da Miramontes. Troppo perfetta la parabola dell’argentino, che scavalca Antonioli e si va ad incagliare a rete. 1 a 0.
I dorici danno intensità e ritmo al gioco sulle fasce. Al 7’ è subito occasione per Schiattarella che  sale sulla fascia sinistra e tenta il cross per Surraco. L’uruguaiano spizzica la palla, ma l’azione si infrange oltre la linea di fondo. Risponde il Cesena con un tiro di Giaccherini dalla sinistra, parato senza problemi da Da Costa. Poi ancora al 17’ ci prova Do Prado a sganciare un siluro, che finisce sopra la traversa. Negli ultimi 20 minuti di gioco l’Ancona cala il ritmo e il Cesena si fa sentire.
Solo bianconeri in avanti. Corner di Colucci per Do Prado che sbaglia di testa (23’), poi ancora punizione, battuta da Greco e questa volta è Ceccarelli a sbagliare mira (25’). I bianconeri finalizzano, ma sprecano molto. Ne è un esempio l’errore di Petras, che ha sbagliato un tiro da buona posizione. E poi ancora quello di Do Prado che ricevuto il cross da Petras,  non ha azzeccato la mira su colpo di testa (42’). Da Costa tira un sospiro di sollievo. Primo tempo che finisce con il vantaggio dei dorici per 1 a 0. Ripresa di mara bianconera. Il Cesena si spinge in avanti. Tiro di Giaccherini e parata di Da Costa (15’), poi ancora la volata di Schelotto dalla destra che salta Zavagno, crossa al centro senza però trovare nessun compagno. L’Ancona soffre, si difende, ma non smette di giocare, sebbene non ci sono azioni offensive da segnalare da parte dei dorici. Ed è ancora Cesena. A tenere sveglio Da Costa è, prima Giaccherini con un tiro in diagonale dalla sinistra e poi Schelotto, con un colpo deviato male da Cosenza e finito in angolo.
Al 40’ è stato brivido per i biancorossi. Schelotto dalla destra crossa sull’altra sponda per Giaccherini; appoggio per Djuric  che tira, ma Da Costa miracoleggia, impedendo alla sfera di entrare a rete. E poco dopo è stato rigore per l’Ancona, colpa di Colucci che commette fallo su Surraco. Matsronunzio va al dischetto e sigilla il 2 a 0. Il match finisce qui, con la vittoria superlativa dell’Ancona che torna a vincere in trasferta dal 21 novembre, partita contro l’Ascoli.

Silvia Trillini realsports.it


Meravigliosa ancona, Torino KO!!!!

CatturaUn applauso alla grintosa e fenomenale Ancona. I dorici riescono nell’impresa, fermano la corazzata di Colantuono e si aggiudicano meritatamente il posto nei playoff.
Va in campo l’Ancona a trazione anteriore, quella con Schiattarella e Piccoli a fare i terzini. Di fronte, un Toro schierato con il 4-2-3-1 con Antonelli, Belingheri e Leon dietro a Bianchi. Ed è subito emozione. L’Ancona parte bene e all’11’ ha un’occasione con Surraco che colpisce d’esterno, ma la sfera finisce fuori di poco. L’Ancona insiste e regala ai suoi sostenitori altre due occasioni importanti. La prima arriva al 19’: scambio tra Mastronunzio e Piccoli, con quest’ultimo che tenta il tiro, finito alto sopra la traversa. La seconda azione porta la firma di Catinali che prova la conclusione dalla distanza e sfiora l’incrocio dei pali. Dalle parti del Torino c’è solo un tiro di D’Ambrosio da annotare; tiro che però non inquadra lo specchio della porta. E mentre il Toro commette delle imprecisioni di troppo a centrocampo, l’Ancona trova gli spazi giusti per valicare quei pilastri di Ogbonna e Loria. Ci riesce al 29’ con Mastronunzio che s’inventa un passaggio per Surraco; scambio con Colacone e l’uruguaiano può così accecare Sereni.
1 a 0 per l’Ancona. I granata rispondono con Leon che si porta in avanti sulla sinistra, crossa al centro per Genevier che tira e viene deviato in angolo. Sugli sviluppi del cross, Bianchi colpisce la sfera, ma il tiro è troppo alto per infastidire Da Costa. Primo tempo che si conclude con il vantaggio dei dorici. Nella ripresa è ancora l’Ancona a portarsi in avanti. Il primo a stuzzicare il portiere del Toro è Mastronunzio con un diagonale dalla sinistra che esce di poco. Poi ancora è Miramontes a sferrare un tiro dalla trequarti, ma la sfera vola alta sopra la rete. Serve una sterzata ai granata e Colantuono getta nella mischia Gasbarroni al posto di Belingheri, con Leon che va a posizionarsi in attacco insieme a Bianchi. Il Torino accelera la manovra, ma è ancora l’Ancona che continua ad attaccare. E quando lo fa sono dolori. Al 22’ Mastronunzio spizzica di testa la sfera, Miramontes prova il tiro, ma viene respinto da Sereni; ci arriva prima di tutti Colacone che colpisce e viene respinto, ma al secondo tentativo il “cobra” insacca la rete del 2 a 0. Il Torino non ci sta e qualche minuto dopo trova il gol della rimonta. Cross pettinato di Leon e Bianchi indisturbato infila di testa a rete. 2 a 1 e si ricomincia. La partita si infiamma, così come gli animi dei giocatori in campo, qualche fallo di troppo e a rimetterci le penne sono dapprima Loria, poi Gerardi e Leon. Tutti e tre espulsi dal direttore di gara. E sono stati minuti finali combattuti, con l’Ancona in 10 e il Torino in 9 uomini in campo. Minuti vissuti al cardiopalma con il Torino che ha provato ad attaccare, cercando a tutti i costi il pareggio. Ma niente da fare l’Ancona è brava a contenere le mosse avversarie e a difendere questo prezioso risultato che va a placare quel velo di amarezza relativo ai due punti di penalità.

Silvia Trillini Realsports.it


L’Ancona cala il tris: Gallipoli KO

27022010611Gallipoli al massacro. Tre gol subiti, tre espulsioni rimediate e l’Ancona può festeggiare alla grande la decima vittoria al Del Conero. Una vittoria importante per la classifica, per il morale e per il futuro di questa squadra. Una vittoria che è la conferma di come tutta la compagine biancorossa vuole a tutti i costi raggiungere l’obiettivo salvezza. Ancona più sostanziosa del Gallipoli, grazie anche all’intuito di Salvioni che ha inserito Schiattarella tra i titolari al posto di Milani. Un jolly che si è rivelato efficace in mezzo al campo, sia in fase difensiva, che in fase offensiva e quindi di grande supporto per tutta la squadra.

Tutto sottocontrollo nei primi 25 minuti di gara. Un primo tempo spoglio di azioni pericolose  con un Gallipoli che cerca di fare il suo gioco e un’Ancona che risponde presente. Un botta e risposta equilibrato che termina al 26’ quando Schiattarella si invola sulla destra, raccoglie un passaggio di Colacone e tira in porta. Palo e gol.

L’Ancona si accende, da intensità alla manovra e cerca la conclusione. Al 33’ punizione per i dorici, la sfera viene ribattuta, ma la difesa giallorossa si addormenta e Catinali si impossessa della palla. Tutti all’interno dell’area di rigore del Gallipoli: ci prova Surraco e becca il palo e su un secondo tiro dei dorici, probabilmente c’è anche la mano di Mancini ad evitare il peggio per Sciarrone, ma l’arbitro fischia e l’azione termina.

Ma l’Ancona non si accontenta e prova di nuovo a rendersi pericolosa con Miramontes e Mastronunzio che tengono impegnato il portiere salentino. Al 40’ Sciarrone si supera e para un tiro di Mastronunzio che poteva essere benissimo un gol. Primo tempo che si conclude con il vantaggio dell’Ancona per 1 a 0 e il Gallipoli in dieci, dopo l’espulsione di Lazzari. Ripresa da urlo per l’Ancona. Passano soli 3 minuti e Schiattarella si inventa la giocata per Mastronunzio che tira indisturbato e batte Sciarrone. 2 a 0 per l’Ancona e il Gallipoli accusa il colpo. A complicare la partita ai salentini è la seconda espulsione ai danni di Tagliani.

Partita in salita per i giallorossi e l’Ancona è libera di giostrare la gara come vuole. Al 15’ st arriva il terzo gol per i biancorossi. Mastronunzio si smarca all’interno dell’area avversaria, vede Surraco, gli appoggia la palla e l’uruguaiano la butta dentro. 3 a 0. Si ricomincia, ma le sorti del match sembrano essere ben definite, quando il direttore di gara espelle Daino per un fallo ai danni di Surraco. L’unico spiraglio di luce per i giallorossi arriva al 35’. Punizione battuta da Artistico, che sferra un colpo di sinistro, centrando la rete. Una luce la cui fiamma si spegne subito perché i dorici sono superiori in tutti i sensi e il Gallipoli è costretto ad arrendersi di fronte a questo spettacolo Ancona.

ANCONA: (4-4-2) Da Costa; Schiattarella (23’st Gerbo), Cosenza, Cristante, Zavagno (18’st Piccoli); Surraco, Catinali (26’st Mustacchio), Camillucci, Miramontes; Colacone, Mastronunzio. All.: Salvioni
A disp.: Schena, Pisacane, Gerardi, Mirchev

GALLIPOLI (3-4-2-1) Sciarrone; Sosa, Tagliani, Pallante (8’st Artistico); Daino, Mancini, Pederzoli (24’st Viana), Scaglia; Lazzari, Di Carmine (1’st Filkor); Volpato. All.: Giannini
A disp.: Koprivec, Mounard, Galeotti, Franchini

Arbitro: sig. Nasca di Bari. Assistenti: Baianchi ed Evangelista; quarto uomo: Albertini

Reti: 26’pt Schiattarella; 3’st Mastronunzio; 15’st Surraco; 35’st Artistico; Note: Ammonizioni: 15’pt Miramontes; 26’pt Scaglia; 28’st Mustacchio;  Espulsioni: 43’pt Lazzari; 8’st Tagliani; 32’st Daino; Angoli: 2:9. Recupero: 2’ nel primo tempo; 0’ nel secondo tempo

Silvia Trillini Realsports.it


Mastronunzio 2 Padova 2

esultanza ancona

Non segnava dalla partita con la Triestina e cominciava a farci preoccupare. Un digiuno di gol che pesava sull’economia della squadra, soprattutto in trasferta, ma lui Salvatore Mastronunzio, in mezzo al campo, non gioca mai per caso e quando può, sa sempre come lasciare il segno. Un segno che, nel giro di poco, è in grado di ribaltare un’intera partita. L’Ancona era sotto di due gol nei primi 45 minuti di gara, ma nel secondo tempo, Mastronunzio è  rinato e il suo piede è tornato a segnare. 16 gol realizzati in questo campionato, come a dire: “non mi sono dimenticato come si fa a buttarla dentro”. Due reti fondamentali che hanno permesso all’Ancona di rimediare una partita che si era davvero messa male e invece no, perché tra mille difficoltà e imprecisioni è venuta fuori l’importanza di avere un fuori classe in squadra. Un punto di riferimento essenziale per cavalcare il campionato cadetto e per affrontare qualsiasi avversario. Ma non esiste solo Mastronunzio, l’Ancona ha altri giocatori, che hanno dato ugualmente il loro contributo e supporto. Chi più, chi meno. Il reparto difensivo è sembrato un pochino sottotono, infatti dietro si sono visti degli errori che ultimamente vengono ripetuti spesso a favore degli avversari. Diverso il giudizio per il centrocampo che con il rientro di Catinali è tornato a pulsare. C’è da dire però che nel primo tempo l’Ancona ha sofferto ad esprimere il proprio gioco sulle fasce, faticando nel velocizzare la manovra, anche perché tra le fila del Padova c’era un giocatore di nome Italiano che spesso e volentieri ci metteva in difficoltà. Nel secondo poi, le cose sono cambiate: il Padova ha avuto un calo psicologico e l’Ancona ne ha approfittato. Determinanti sono stati i cambi proposti da mister Salvioni e determinante è stato Mastronunzio con la sua doppietta. Una rimonta che vale oro per un risultato che equivale decisamente ad una vittoria. In settimana ci hanno tolto un punto e i ragazzi se lo sono ripreso. Poteva andare meglio, ma poteva andare anche peggio, l’Ancona è questa nel bene e nel male, ma una cosa non si discute: il sostegno che merita tutta la squadra. Sempre.

Articolo tratto da controcampo di Silvia Trillini


Padova avanti ma l’Ancona lo raggiunge

scansione0001Match incredibile e dai mille risvolti. Nel primo tempo è stato il Padova a dettare legge in campo, ma nella ripresa l’Ancona è stata magica ed è riuscita a raddrizzare una partita che era ormai data per persa. Grazie alle reti e all’anima di Mastronunzio, l’Ancona strappa un prezioso 2-2 al Padova che continua a non vincere dall’11 dicembre 2009.
Partita stuzzicante sin dalle prime battute di gioco, con entrambe le squadre pimpanti e piuttosto offensive. Inizia a menare le danze il Padova con un tiro di Bovo dalla destra e con un’iniziativa personale di Italiano. Entrambi i tentativi non centrano lo specchio della porta. L’Ancona risponde: al 7’: Surraco guadagna palla a centrocampo e lancia Mastro verso l’area di rigore avversaria, peccato che il tiro in diagonale sferrato dalla vipera finisce fuori di un soffio.
Altra occasione per l’Ancona sugli sviluppi di un calcio d’angolo, battuto da De Falco; Mastronunzio colpisce di testa, ma la sfera finisce alta sopra la traversa. Poco dopo è il Padova ad avanzare con Soncin che si libera di Milani, tenta il tiro dalla sinistra e costringe Da Costa a deviare. I Patavini insistono e il gol arriva al 24’: Darmian sorprende tutti e spiazza Da Costa con un tiro preciso di sinistro. Padova in vantaggio. L’Ancona reagisce, ma è sfortunata. Al 32’ Mastronunzio riceve un assist da Colacone, prova a centrare la rete, ma becca il palo. Il Padova dice di più e la difesa dorica accusa il colpo. Troppi gli errori commessi dalla retroguardia dorica e troppi gli spazi aperti che permettono ai patavini di inserirsi bene e di finalizzare in porta. Il secondo sigillo degli avversari porta la firma di Bovo che raccoglie bene il cross di Italiano e insacca indisturbato. Il primo tempo si conclude con lo svantaggio dell’Ancona per 2 a 0. Ripresa fiammante ed energica dopo soli dieci minuti di gioco. L’Ancona si rianima al 12’, quando Catinali lancia Mastronunzio, che sgancia un siluro potente e insacca. I dorici sono alla disperata ricerca del pareggio con Salvioni che comanda ai suoi di sbilanciarsi in avanti. Il Padova accusa il colpo, si innervosisce e non riesce ad essere lucido, così l’Ancona approfitta di un errore clamoroso dei due centrali patavini e trova il secondo gol. Doppietta di Mastronunzio e risultato in parità. L’Ancona ora ci crede e domina il finale di gara, lo fa attaccando con Matronunzio e Piccoli, mentre il Padova risponde con Italiano. Finalizzazioni che non hanno riscontro positivo e il match termina con il risultato di parità.

Silvia Trillini Realsports.it

Tabellini partita

ANCONA: (4-4-2) Da Costa; Milani (25’st Piccoli), Cosenza, Cristante, Zavagno; Surraco, Catinali, De Falco (9’st Camillucci), Miramontes; Colacone (22’st Gerardi), Mastronunzio. All.: Salvioni
A disp.: Schena, Mustacchio, Pisacane, Mirchev

PADOVA: (4-4-2) Agliardi; Darmian, Cesar, Trevisan, Patrascu (28’st Jiday); Bovo, Italiano, Cuffa, Renzetti; Soncin (48’st Bonaventura), Gasparetto (33’st Di Nardo). All.: Di Costanzo
A disp.: Cano, Faisca, Rabito, Di Nardo, Giovannini

Arbitro: sig. Damato
Assistenti: Mauro e Paolo Bernardini; quarto uomo: Bagalini.

Reti: 24’pt Darmian; 38’pt Bovo; 12’st e 29’st Mastronunzio;
Ammonizioni: 43’pt Darmian; 4’st Surraco; 32’st Trevisan;
Angoli: 5:8
Recupero: 1’ nel primo tempo; 4’ nel secondo tempo.


La squadra di Salvioni ritrova il sorriso

Per fortuna il campo non smette di regalare emozioni. L’inizio è stato da infarto e aveva fatto temere il peggio, ma l’Ancona ha sofferto, ha lottato e si è guadagnata con onore la nona vittoria al Del Conero. Mondonico non dice di no ai nuovi arrivati: Bombardini e Bernardini e li schiera fra i titolari. L’Ancona parte male e mentre il freddo sembra anestetizzare le giocate dei dorici, l’Albinoleffe segna. La prima rete dei seriani arriva dopo soli 54 secondi. La difesa dorica si impappina e non riesce a liberarsi da un’azione rocambolesca, messa a punto dagli avversari. Ruopolo ne approfitta e insacca. Insistono i bluceleste: Cellini riceve palla dalla destra, si porta in avanti e sciupa un’occasione invitante davanti alla porta di Da Costa. L’Ancona si scalda, ingrana la marcia e prova ad avanzare. Al 10’ è Schiattarella che costringe Pellizzoli a deviare in angolo. Batte De Falco e Gerardi di testa conclude in rete. Gol dell’Ancona e risultato nuovamente in parità. Le due formazioni si dominano a vicenda, ma non mancano le occasioni a rete. Da Costa e Pellizzoli sono sull’attenti. Il primo si difende bene dai colpi di Perico e Ruopolo, mentre il secondo tira un sospiro di sollievo quando Mastronunzio sferra un diagonale dalla sinistra che finisce di pochissimo fuori dal palo. Si riparte con una novità nelle fila dell’Ancona. Esce Milani e al suo posto viene schierato Thacray. Al 3’ Cellini avanza con la palla verso l’area dorica e viene atterrato da Zavagno. Espulsione diretta per il terzino biancorosso e l’Ancona si ritrova così in dieci. Salvioni, da fuori, cerca di ridare stabilità in campo: dentro Camillucci a scapito di una punta. I minuti scorrono veloci e non ci sono azioni da segnalare in campo. Il match si rianima al 27’, grazie ad un gol di Miramontes che beffa Pellizzoli con un pallonetto in diagonale. Rispondono i seriani con un tiro di Cisse che non infastidisce Da Costa. Ma l’Ancona in dieci sorprende ancora e rischia di trovare il terzo gol. Questa volta è De Falco ad impossessarsi della palla, scavalca la difesa avversaria e tenta la stoccata in porta. Peccato perché la sfera finisce fuori di un soffio. L’Albinoleffe risponde, ma Da Costa è bravo a salvare il risultato su due occasioni da gol, messe a segno da Torri. Minuti finali esaltanti con l’Albnoleffe alla disperata ricerca del gol e un’Ancona che oltre a difendersi cerca di attaccare. Ma la vittoria è dei padroni dicasa. E l’Ancona ritrova così il sorriso.

Silvia Trillini Realsports.it


IL VECCHIO CUORE BIANCOROSSO BATTE FORTE , CONTRO TUTTO E TUTTI

esultanza ancona

Inutile fare la cronaca della partita. In questi momenti bisogna parlare di cuore. E questi ragazzi ne hanno tanto. Settimana difficile quella loro, tra polemiche societarie e problemi di formazione.  Gli uomini di Salvioni hanno chiuso la porta dello spogliatoio, concentrandosi su questa partita, fondamentale per il proseguio del campionato, non tanto per la classifica, ma quanto per il morale. Normalmente quando prendi gol subito, quando inizi il secondo tempo e rimani in 10, certe partite le perdi. Ma stiamo parlando di un gruppo composto da persone vere, dall’alto valore morale e dalla spiccata professionalita’. Hanno giocato contro tutti, arbitro compreso. Vergognosa la prestazione di quell’omino piccolo piccolo, capace di far giocare la formazione ospite in 12. Ma i ragazzi hanno sconfitto anche la classe arbitrale e tutto il sistema, che vuole veder tornare l’ac Ancona a meta’  classifica. Un grazie a Sasa’ la vipera, che ha tenuto in apprensione la difesa dell’Albinoleffe, creando spazi per i proprio compagni. E ringraziando il capitano ringrazio tutto il gruppo Ancona. Dal primo all’ultimo componente dello staff tecnico e organizzativo. Il freddo e la pioggia hanno completato questa epica giornata, che rimarra’ impressa nei ricordi di noi tifosi. IL VECCHIO CUORE BIANCOROSSO BATTE FORTE , CONTRO TUTTO E TUTTI

Paolo Negri


Chiamiamolo periodo no

serie-b-logoSeconda sconfitta consecutiva. La quarta per la precisione, in trasferta. Con una media di otto gol subiti e zero realizzati. Fuori dalle mura amiche proprio non si decolla. Chiamiamolo “periodo no” quello che stanno attraversando i dorici. Fatto sta è che, anche da Cittadella, l’Ancona è reduce dall’ennesima sconfitta. Una sconfitta diversa da quella di Salerno perché, nonostante le defezioni a centrocampo, i biancorossi hanno dato la sensazione di aver lottato di più sul campo. C’è stata grinta e voglia di reagire, ma spesso è mancato a tutti quel “qualcosa in più”, che fa fare la differenza in campo. E quando succede così si soffre due volte. Ovvero: si soffre per contenere le mosse avversarie e si soffre nel momento in cui si tenta di costruire il proprio gioco. L’Ancona a Cittadella era presente, ma ha faticato a dire la sua in campo, contro una squadra che, tutto sommato, poteva essere dominata senza chissà quali magie. Chiamiamolo “periodo no”. L’organico dell’Ancona è ristretto e i giocatori titolari cominciano ad accusare un calo fisico che sul campo si nota. Senza contare il fatto che, se mancano all’appello uno o due titolari, soprattutto del centrocampo, si tribola ancora di più. Servono rinforzi? Sì, servono almeno uno o due rinforzi. Sarebbe da scriverlo a caratteri cubitali. Servirebbero come il pane per arrivare a fine campionato più tranquilli. Ma viste le difficoltà economiche non credo che uno sforzo del genere venga effettuato. Chiamiamolo “periodo no”. Mastronunzio è a digiuno da ben quattro gare. E quando la vipera va in letargo fuori stagione si sente eccome. Lo stesso vale per il cobra. Colacone non segna dal derby con l’Ascoli. Un’astinenza da gol che pesa sul bilancio di coloro che venivano chiamati: “i gemelli del gol”. E che soprattutto pesa sull’economia produttiva della squadra. Ossia, se non c’è chi non segna, non si vince. Non è una fatalità, ma un dato di fatto. Chiamiamolo “periodo no”. Anche la Lega ci mette i bastoni fra le ruote. Sarà un caso e non un alibi, ma il direttore della gara: Cittadella-Ancona viene dalla sezione di Schio. Schio? Sì, quella cittadina in provincia di Vicenza che dista a 47 chilometri circa da Cittadella. Un piccolo particolare che durante i 94 minuti si è fatto sentire. Chiedetelo a Salvioni (espulso al 5’st). Chiamiamolo “periodo no”. Forse un pareggio ci stava. Le due squadre in diversi spezzoni di gara si sono equivalse, Da Costa ha addirittura parato un rigore concesso al Cittadella. Ma gli errori non vengono perdonati e quello di Cosenza sul finale è stato deleterio. Chiamiamolo “periodo no”. Ma ci attendiamo una reazione immediata da parte dei dorici e magari anche da parte della società.

Silvia Trillini-Realsports.it