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Considerazioni dopo Brescia Ancona
Mister ce la facciamo o no a salvarci senza playout?
“Non è facile rispondere a questa domanda; a dire il vero sono preoccupato perché la quota salvezza si è alzata e per stare tranquilli dovremo fare per forza altri 3 punti”.
Sono state queste le prime parole del mister in sala stampa dopo il ko rimediato contro le rondinelle.
Una sconfitta che ci aspettavamo un po’ tutti visto che di fronte avevamo un avversario con obiettivi ambiziosi e tanta voglia di vincere. Parliamo del forte Brescia che ha azzittito l’Ancona con 3 bei gol, messi a punto da Caracciolo (doppietta) e Rispoli. Ora siamo a 5 punti dai playout. Roba da non credere per una squadra che fino a qualche settimana fa poteva sognare altro.
I ragazzi hanno mollato?
“Credo che i ragazzi abbiano perso un po’ di concentrazione, anche se in campo non ho mai visto una squadra che non lotta sulle palle e che non prova a fare la sua partita. L’impegno dei ragazzi c’è, quello che manca è concentrazione e mordente. In settimana lavoreremo anche su questi punti”.
Ancona torna sulla terra… Mancano altre tre partite e la prossima in casa contro il Cittadella non sarà di sicuro una passeggiata. Serve il massimo della concentrazione in campo. Concentrazione da parte di tutti i biancorossi che tutto sommato si danno da fare, ma in realtà hanno perso quello spirito che fino a febbraio li ha tenuti sulla cresta dell’onda. Vietato affondare proprio adesso. Siamo ad un passo dalla salvezza sicura ed è compito della squadra ritrovare quella fame necessaria per fare risultato. Torniamo a parlare di calcio. Per un attimo lasciamo da parte i discorsi societari ed economici e concentriamoci sul campionato. Perché prima di tutto l’Ancona deve salvarsi sul campo. Rivogliamo l’Ancona determinata di qualche tempo fa. Capitano a te il compito di motivare il gruppo verso la conquista alla permanenza in serie B. Rivogliamo l’Ancona grintosa di un tempo. Quella che sa giocare a calcio e sa mettere in difficoltà gli avversari. Rivogliamo Mastro gol. Rivogliamo la vittoria al Del Conero che manca dal 13 marzo (Ancona-Torino). Basta nascondersi dietro ad un silenzio stampa che non ha significato o almeno non lo ha più in questo momento. Un silenzio stampa che deve proteggere chi? E da cosa? La squadra in questo momento non ha bisogno di essere difesa e protetta da nulla; la squadra va incoraggiata, motivata, spronata e di più ancora. Da tutti. La squadra farebbe bene ad uscire da questa campana di vetro dentro la quale si sta nascondendo. Che non porta neanche troppo bene (a voler essere scaramantici).
Tocca a voi ragazzi uscire allo scoperto in tutto e per tutto. Questione di paura ? L’unica paura deve essere quella di non farsi risucchiare dal vortice playout. Questione di Tranquillita’? L’unica tranquillita’ e’ quella di fare questi benedetti 2/3 punti per aggiudicarsi la salvezza matematica. E quindi giudizio e lavoro, il tempo c’e', ma poco. Era una promessa e come tale va mantenuta.
Silvia Trillini
l’Ancona impatta con il Grosseto
L’Ancona era arrivata a cinque minuti dalla salvezza matematica e invece quel gol di Pichlmann al 40′ del secondo tempo rinvia ancora una volta il sospiro di sollievo. Un gol per la verità viziato da un precedente fallo di Esposito su Cristante ma in qualsiasi caso i biancorossi devono fare il mea culpa per non essere riusciti a chiudere la partita.
In particolare grida vendetta l’errore di Surraco a porta spalancata sul risultato di 1-0 per l’Ancona. Nel dopo partita c’era anche chi diceva che potrebbero bastare 51 punti per salvarsi. Potrebbero… ma a quattro giornate dalla fine dei giochi con due partite fuori e due in casa da giocare, la certezza ancora non c’è. Ed è un peccato perchè un Grosseto che spera di inserirsi nei playoff ma niente affatto trascendentale ci è sembrato assolutamente all’altezza dell’Ancona. Almeno di quella che avevamo imparato ad apprezzare noi.
Gerardi gol
Un primo tempo solo con qualche fiammata da parte dei dorici che comunque qualche occasione la creano a differenza del Grosseto e dunque meritano di andare al riposo con un gol di vantaggio. Che arriva al 39′: combinazione Miramontes-Zavagno sulla sinistra con cross perfetto di quest’ultimo, Gerardi gira a rete benissimo bruciando Aldegani. Dicevamo delle occasioni dei dorici: al 6′ Miramontes lancia Colacone, girata a rete ma salva il portiere del Grosseto. Poi Gerardi di testa, Aldegani alza sopra la traversa e quindi Catinali dalla distanza con la palla alta di pochissimo. Nei minuti finali del primo tempo, dopo il gol di Gerardi, i toscani si riversano in avanti e si rendono pericolosi con D’Alessandro econ l’ex dorico Turati ma Da Costa nella prima occasione la mette in angolo, poi è fortunato quando Turati non trova da pochi passi lo specchio della porta.
Emozioni a raffica
Inizio di ripresa durissimo per l’Ancona con i maremmani che attaccano a pieno organico. Consonni sfugge a Cosenza e impegna severamente Da Costa che respinge, ma è un assedio con i dorici in grande affanno. Salvioni perde anche Miramontes per infortunio che nel primo tempo era stato tra i migliori. Dentro Piccoli. Poi l’episodio chiave della gara: in un contropiede lanciato bene da Gerardi, e orchestrato da Piccoli, Surraco ha la palla comoda comoda del raddoppio ma calcia incredibilmente alto. Che occasione sprecata.
Poco dopo è Da Costa a compiere due capolavori: al 24′ salva la propria porta deviando un pallonetto di Vitiello dal limite e sul successivo calcio d’angolo compie forse la più bella parata dell’anno togliendo letteramente dalla porta un colpo di testa a colpo sicuro di Turati. C’è una furiosa mischia in area dorica: traversa di Joelson. Ma i biancorossi in contropiede si fanno sentire: è Colacone alla mezzora a impegnare severamente a una deviazione in angolo. Quando sembrava ormai fatta, al 40′, il pareggio del Grosseto: segna Pichelmann ma prima del gol c’era stato un fallo netto di Esposito su Cristante. L’Ancona è stremata e non riesce a reagire. I tifosi si spazientiscono e fischiano tanto che Salvioni perde la pazienza e a pochi minuti dal termine lascia la panchina mandando a quel paese la tribuna. Un brutto finale.
Guido Montanari Corriere Adriatico
L’Ancona perde a Sassuolo
L’Ancona arranca e non riesce neanche stavolta a fare i punti necessari per raggiungere la salvezza matematica. I postumi del derby a livello psicologico si sono fatti sentire ed anche stavolta la spedizione al Braglia si rivela nefasta per i biancorossi. Neanche l’uomo in più per mezzora è riuscito a sbloccare una squadra che, paradossalmente, dopo essere rimasta in superiorità numerica ha perso nerbo e dinamismo. Ma è stata una partita condizionata dagli errori difensivi che soprattutto nel primo tempo hanno messo in un angolo l’Ancona fino al gol di Martinetti: del resto era prevedibile che i dorici andassero in difficoltà nel reparto arretrato viste le squalifiche di tre difensori titolari. I dorici hanno reagito, ci hanno provato ma è chiaro che la perdita per infortunio di Mastronunzio a fine primo tempo ha pesato sull’andamento del match, anche perchè chi lo ha sostituito (Mirchev) ha deluso grandemente. Il Sassuolo che lotta per la serie A ha difeso il suo golletto e alla fine ce l’ha fatta anche perchè di fronte aveva una squadra brillante ma non cattiva.
Difesa ballerina
Nei primi venti minuti del match la difesa dorica sbanda ma era nelle previsioni. All’ 8′ miracolo di Da Costa su tiro di Noselli a colpo sicuro (con Schiattarella a terra infortunato): il portiere respinge con la mano. Cinque minuti dopo ancora da Costa si supera deviando sopra la traversa un colpo di testa di Noselli. Al 19′ schema su punizione del Sassuolo ed è il solito Noselli da pochi passi a metterla fuori. Un minuto dopo il gol: sbandamento della difesa dorica, Martinetti si ritrova solo e batte l’incolpevole Da Costa.
De Falco sfiora il pari
Al 31′ dorici a un passo dal pareggio protagonista De Falco che prima impegna Bressan su punizione, poi sulla respinta del portiere riprende il pallone e lascia partire un missile che si perde a un soffio dal palo sinistro. Prima che finisca il tempo l’infortunio a Mastronunzio colpito alla coscia destra: il bomber è costretto a lasciare il campo ed è un’assenza che senza dubbio peserà. Prima della fine del tempo pasticcio di Thackray che perde palla in posizione pericolosa, si invola Martinetti ma la sua conclusione è alta di poco.
Ancona con l’uomo in più
Grande inizio di ripresa per i biancorossi. Al primo minuto Colacone solo davanti a Bressan gira a rete al volo ma il portiere respinge. Due minuti dopo altra nitida occasione da gol per l’Ancona: Miramontes tira fuori dal limite dopo una bella percussione di Milani. Poi ci provano Mirchev (alto) e Surraco (para Bressan) ma senza successo. Al 15′ quella che potrebbe essere la svolta: Colacone si invola e Rossini lo atterra. Cartellino rosso diretto. Paradossalmente da quel momento si spegne la spinta dell’Ancona, anzi con l’ingresso di un combattente come Zampagna il Sassuolo risce a tenere alta la guardia. Salvioni fa entrare Gerardi e Piccoli nel tentativo di dare fisicità e potenza all’attacco, ma niente da fare. I minuti scivolano via senza che i biancorossi riescano a bucare Bressan anche se prima della fine c’è una punizione di Surraco che il portiere alza sopra la traversa. Un’altra sconfitta, un’altra occasione persa.
Guido Montanari – corriere adriatico
L’Ancona sciupa un’occasione d’oro
VICENZA – Sembrava tutto troppo facile. Doppietta di Colacone e vantaggio nel primo tempo dei biancorossi. Poteva essere la seconda vittoria consecutiva in trasferta e invece: questo non è bastato. Il Vicenza nel secondo tempo è rinata e ha dettato legge in campo di fronte ad un’Ancona che si è adagiata troppo sugli allori. Risultato? Un pareggio che lascia l’amaro in bocca.
Tutto sembra tacere. Il primo tempo di Vicenza-Ancona è piuttosto equilibrato nei primi 20 minuti di gioco. L’idea è che nessuna delle due squadre abbia intenzione di mordere subito. Salvioni conferma il 4-4-2 e lascia Schiattarella in panchina, mentre Milani torna a fare il terzino destro e Piccoli si accomoda al posto di Miramontes. Sonetti risponde con il 4-2-3-1 con Bjelanovic unica punta. Il Vicenza si muove bene sulla corsia di destra con Litteri che spesso e volentieri beffa Milani, e trova gli spazi giusti per confezionare dei bei cross all’interno dell’area dorica. Sgrigna risponde presente. Proprio quest’ultimo ha un’occasione all’11’ da fuori area, ma Da Costa respinge il tiro; Litteri raccoglie la palla, si coordina male e sparacchia la sfera sopra la traversa. E’ forte la sintonia tra i due vicentini. Siamo al 17’ e sempre Sgrigna impegna Da Costa con un tiro troppo debole che il brasiliano para senza problemi. L’Ancona si sveglia dopo il gol di Colacone. Gol nato da un’invenzione di Surraco che danza bene sulla destra, imbambola l’avversario e confeziona un cross per Colacone che spara la sfera a rete con un colpo di destro. Il Vicenza risponde con Sgrigna: colpo di testa, ma la sfera finisce alta sopra la traversa (38’). Se nel Vicenza sono Litteri e Sgrigna a muoversi bene e a mettere in difficoltà la retroguardia dorica. Nell’Ancona, attenti a Colacone e Surraco. Colacone è in cerca di gol. Al 42’ è ancora Surraco ad appoggiare per Colacone. Il “cobra” controlla bene la palla e si inventa una finta che gli apre il sipario per sganciare il siluro ed insaccare a rete. Il primo tempo finisce con i risultato di 2 a 0 per i dorici. Nella ripresa il Vicenza prova a dire la sua, mentre l’Ancona si rilassa troppo. I veneti hanno subito due occasioni: calcio di punizione battuto da Sgrigna direttamente in porta con la palla che finisce fuori di un soffio. Poi ancora è Madonna a provare un tiro dalla distanza, ma Da Costa para. Il gol per i padroni di casa è nell’aria. All’11’ su calcio d’angolo Bjelanovic ci va di rovesciata e passa Da Costa. 2 a 1. Il Vicenza ci crede più dell’Ancona. Al 21’ azione rocambolesca all’interno dell’area dorica: Margiotta trova il rimpallo, ci va con il sinistro e acceca Da Costa. I dorici accusano il colpo e subiscono le iniziative avversarie, ma cercano di difendere il pareggio. Al 45’ Gerardi ha un’occasione dalla distanza, ma il tiro finisce fuori. Non c’è più tempo per dire nulla: i dorici sciupano un’occasione davvero importante e si accontentano di un punticino.
Silvia Trillini Realsports.it
L’Ancona espugna Cesena!!!!
CESENA – 3 punti “dentro l’uovo”. E la sorpresa di Pasqua è tutta per l’Ancona. I dorici hanno disputato una bellissima gara, tenendo testa ad un avversario di tutto rispetto come il Cesena. Un Cesena che ha dominato molto nei 90 minuti di gioco, ma che di fatto non ha saputo concretizzare, lasciando all’Ancona lo spazio per colpire. E si torna così a sperare…
Entusiasmo alle stelle da parte dei sostenitori di entrambe le squadre, che danno il benvenuto ai ragazzi in campo con cori a raffica e bandiere al vento. Clima effervescente sugli spalti e pure sul campo. Ancona subito in gol. Passano solo 3 minuti e l’Ancona va in vantaggio con un gol su calcio di punizione, battuto da Miramontes. Troppo perfetta la parabola dell’argentino, che scavalca Antonioli e si va ad incagliare a rete. 1 a 0.
I dorici danno intensità e ritmo al gioco sulle fasce. Al 7’ è subito occasione per Schiattarella che sale sulla fascia sinistra e tenta il cross per Surraco. L’uruguaiano spizzica la palla, ma l’azione si infrange oltre la linea di fondo. Risponde il Cesena con un tiro di Giaccherini dalla sinistra, parato senza problemi da Da Costa. Poi ancora al 17’ ci prova Do Prado a sganciare un siluro, che finisce sopra la traversa. Negli ultimi 20 minuti di gioco l’Ancona cala il ritmo e il Cesena si fa sentire.
Solo bianconeri in avanti. Corner di Colucci per Do Prado che sbaglia di testa (23’), poi ancora punizione, battuta da Greco e questa volta è Ceccarelli a sbagliare mira (25’). I bianconeri finalizzano, ma sprecano molto. Ne è un esempio l’errore di Petras, che ha sbagliato un tiro da buona posizione. E poi ancora quello di Do Prado che ricevuto il cross da Petras, non ha azzeccato la mira su colpo di testa (42’). Da Costa tira un sospiro di sollievo. Primo tempo che finisce con il vantaggio dei dorici per 1 a 0. Ripresa di mara bianconera. Il Cesena si spinge in avanti. Tiro di Giaccherini e parata di Da Costa (15’), poi ancora la volata di Schelotto dalla destra che salta Zavagno, crossa al centro senza però trovare nessun compagno. L’Ancona soffre, si difende, ma non smette di giocare, sebbene non ci sono azioni offensive da segnalare da parte dei dorici. Ed è ancora Cesena. A tenere sveglio Da Costa è, prima Giaccherini con un tiro in diagonale dalla sinistra e poi Schelotto, con un colpo deviato male da Cosenza e finito in angolo.
Al 40’ è stato brivido per i biancorossi. Schelotto dalla destra crossa sull’altra sponda per Giaccherini; appoggio per Djuric che tira, ma Da Costa miracoleggia, impedendo alla sfera di entrare a rete. E poco dopo è stato rigore per l’Ancona, colpa di Colucci che commette fallo su Surraco. Matsronunzio va al dischetto e sigilla il 2 a 0. Il match finisce qui, con la vittoria superlativa dell’Ancona che torna a vincere in trasferta dal 21 novembre, partita contro l’Ascoli.
Silvia Trillini realsports.it
L’ancona trova il sorriso fuori casa
FROSINONE – La colonna sonora che ha fatto venire i brividi ai dorici è stato il gol di Stellone, subito nei primi 19 minuti di gioco. Complice un’Ancona poco lucida, capace di sbagliare troppo in difesa e a centrocampo, lasciando al Frosinone spazio e modo di imporsi sul rettangolo di gioco. Ma c’è un altro ritornello però. Ovvero quello del secondo tempo. Quello della rinascita dopo il gol del pareggio di Schiattarella. Non bastano le proteste dei padroni di casa (arrabbiati per come è nata l’azione del gol) a cambiare le sorti di un match che è finito comunque in parità. Un punto giusto, ed equo che da respiro e morale all’Ancona. Un po’ meno confortante per la compagine gialloblu.
Frosinone presente – Partono bene i ciociari che fanno capire subito agli avversari che questa non è una passeggiata. Ci prova in due occasioni (1’, 11’) Santoruvo di testa, senza trovare lo specchio della rete. La prima stoccata arriva da un cross di Troianiello dalla destra e la seconda da una punizione battuta da Biso. L’Ancona ha una sola opportunità: appoggio di Schiattarella per Colacone che sbaglia però la conclusione. Il Frosinone insiste e il gol è nell’aria. Al 14’ Da Costa dice no ad un tiro di Santoruvo, ma 5 minuti dopo il portiere brasiliano non riusce a salvare la porta. Troianiello batte un cross e Stellone di testa insacca. Ciociari in vantaggio. L’Ancona risponde con un tiro di testa di Cosenza, deviato in angolo da Frattali. E sul finale: punizione di De Falco a cercare Colacone, che però viene anticipato da Giubilato. Primo tempo che finisce con il risultato di 1 a 0 per il Frosinone.
Rinascita dorica – Sarà stata la “lavata di capo” da parte di mister Salvioni, fatto è che l’Ancona del secondo tempo ha tutto un altro sapore, rispetto a quella del primo. I dorici lasciano il nervosismo negli spogliatoi e decidono di giocare. Dall’altra parte il Frosinone sembra concedere poco ai marchigiani, puntando sul possesso palla e sull’aggressività. Ma mai dare nulla per scontato però. Ed è proprio da un momento di superficialità che i ciociari subiscono il gol del pareggio.
Al 20’ Surraco viene atterrato, i giocatori ciociari si aspettano l’interruzione di gioco da parte dell’arbitro che invece concede il vantaggio ai dorici. Schiattarella si impossessa della palla, portandosi in avanti e sorprende Frattali sul primo palo. 1 a 1 .
La partita cambia fisionomia – L’Ancona si rianima a tutti gli effetti, velocizza la manovra e da ritmo alla sua conduzione di gioco. Determinante in questo senso è l’entrata di Piccoli che viene collocato a centrocampo al posto di Camillucci. Il Frosinone subisce il colpo del gol e si innervosisce, mentre l’Ancona contiene bene le iniziative avversarie.
Al 23’ girata di Stellone che anticipa Cosenza, ma la palla non inquadra lo specchio della rete.
Il Frosinone spinge molto sul finale di gara, mettendo a segno due chiare occasioni da gol. Siamo al 47 e Stellone fa vibrare Da Costa che compie un miracolo e devia in angolo il tiro avversario. Sugli sviluppi del corner altra occasione insidiosa per i ciociari, ma l’Ancona si libera bene, vanificando il pericolo. Il match termina con il risultato di parità.
Silvia Trillini realsports.it
Il metodo Salvioni colpisce ANCORA
Con un organico ristretto per forza di cose uno si deve arrangiare. Ma se le pedine sono quelle giuste e le mosse sono azzeccate, vuoi o non vuoi i risultati arriveranno.
Standing ovation all’inventore dei nuovi ruoli: mister Valter Alessandro Salvioni.
Oramai non è più un caso, perché ogni volta che l’Ancona è incerottata o è alle prese con qualche defezione d’organico, ci pensa lui a rimediare a certe mancanze, mettendo a punto soluzioni che mai nessuno avrebbe osato fare. E a quanto pare ci riesce bene. Dicesi “metodo Salvioni”, quello che non ha voluto assolutamente nessun rinforzo a gennaio; quello che dice che tutti i giocatori dorici sono fondamentali per raggiungere l’obiettivo salvezza; quello che guai a chi tocca uno dei suoi uomini, perché i panni sporchi se li vuole lavare lui con le sue mani. Quello che conosce a perfezione i suoi giocatori e che tra mille difficoltà ha creato il “miracolo Ancona”. Il primo a dover sottostare agli esperimenti del mister è stato Pisacane, che nella gara Ancona-Modena si è sistemato al posto di Zavagno, sfigurando di poco quello che è il suo vero ruolo naturale. La vera novità poi, è arrivata con l’invenzione di Schiattarella terzino destro nella partita con il Grosseto. Esperimento riuscito alla grande, proprio perché il jolly biancorosso è stato bravo ad interpretare il ruolo di esterno basso. Invenzioni che hanno avuto successo e per questo riproponibili in altre occasioni, non solo di necessità assoluta. Il top però è arrivato nel match con il Torino, quando un centrocampista eclettico come Ivan Piccoli, che non giocava titolare dallo scorso campionato, è stato posizionato anche lui come terzino sinistro.
Rischioso? Sì, ma “il metodo Salvioni” non conosce timore. E se Mustacchio a Modena ha sostituito Zavagno positivamente, nel finale di gara, allora anche Piccoli poteva dire la sua in quella parte di campo. Così è stato e l’Ancona, con grinta e sudore ha avuto la meglio sul possesso palla, confezionando delle trame di gioco che hanno messo in difficoltà il Toro. Un Torino molto più forte dei dorici, ma non efficace nell’impostare il proprio gioco, soprattutto sulle fasce. Vittoria del tutto meritata quella dei biancorossi e non solo perché desiderata con il cuore, ma perché l’Ancona ha giocato il “suo” calcio nel migliore dei modi. Biancorossi tutti promossi, dalla difesa all’attacco. Ma promosso anche Salvioni autore di questo incantesimo che in casa continua a sbalordire sempre di più. Gli unici due nei? Il -2 e le trasferte. Ma in società qualcosa si sta muovendo. Il Futuro?
Mettere a posto i conti e salvezza… poi si vedrà.
Silvia Trillini
Se son rose fioriranno
Cari amici biancorossi, la differenza di risultati tra l’Ancona versione casalinga e quella fuori casa e’ veramente incredibile. Quando i ragazzi di Salvioni giocano allo stadio del conero assistiamo a partite spettacolari, con ripartenze rapide lungo gli spazi, occasioni gol e azioni continue che mettono in affanno le difese avversarie. Ma se giochiamo fuori casa il comune denominatore e’ uno solo e si chiama “sconfitta”. Problema tattico o questione di personalità’? Secondo me e’ PERSONALITA’. Probabilmente i giocatori agli ordini di Salvioni non ha quella mentalita’ vincente per poter imporre il proprio gioco lontano dallo stadio di Passo Varano. Non e’ una questione tecnico tattica, non e’ quindi un problema di modulo. E pensare che avrebbero nelle loro gambe la possibilita’ di vincere fuori casa, vedi le vittorie di Reggio Calabria e quella storica di PASCOLI. Un problema di difficile soluzione, visto che il tempo passa e ci avviciniamo alla parte finale di questo incredibile campionato. Cosa fare? Sicuramente salvare la prestazione di Modena, nella quale la squadra biancorossa ha disputato un’ottima partita , e ripetere tale partita nei prossimi match fuori casa. Giocando cosi’ arriveranno i punti. E se cosi’ fosse…..beh’ dai….SE SON ROSE FIORIRANNO!
Adesso concentrati sul prossimo big match in casa contro il grande Torino. Giocheremo contro una squadra dai nomi altisonanti , che sara’ sicuramente sorretta dalla classe arbitrale. Il pubblico anconetano dovra’ essere non solo il 12esimo uomo…ma anche li 13esimo e 14esimo! Avanti popolo dorico!!!
Paolo Negri
Ancona sconfitta a Modena
“Una differenza che conta”
Cercavamo una svolta in trasferta, ma questa non c’è stata. L’Ancona ha dormito e commesso troppi errori nel primo tempo. E’ resuscitata nella ripresa, grazie anche al gol di Colacone che non segnava dal 21 novembre scorso (partita con l’Ascoli). Attimi in cui i dorici hanno cercato di dare il massimo, di dare ritmo alla manovra, spingendo sulle fasce, ma niente da fare: il tempo non è bastato. E il mal di trasferta continua ancora. Quel Modena che tutto sommato ha un organico discreto e che non ha nulla di più dell’Ancona, è riuscito a riscattarsi dopo due ko di fila, rimediati con Grosseto ed Empoli. A rimetterci ancora una volta fuori dalle mura amiche, sono stati i biancorossi. Eppure, sotto quel sole cocente di Modena che scaldava il manto erboso, gli uomini di mister Salvioni hanno faticato a sbloccarsi e ad imporre il proprio gioco. Una vera e propria croce. Un destino che i dorici si portano dietro da sempre e che stenta ad essere sfatato. Maledette trasferte. Maledetto approccio alla gara. Un inizio in cui i dorici sono partiti spaesati e senza mordente, tanto che al primo errore il Modena non ha esitato a colpire. Ci ha pensato Bruno a beffare i centrali biancorossi e a buttarla dentro. Ed è stato subito svantaggio, con gli avversari che hanno messo a punto la tattica del pressing a tutto campo; pressing che ha ostacolato la manovra poco ritmata e lenta dei dorici. Poi al 36’ è arrivato il gol di Pinardi a sottolineare l’ennesimo svarione difensivo. Ancona sveglia. Salvioni ha voluto dare ritmo sulle fasce e ha buttato nella mischia Piccoli e Mustacchio. Quest’ultimo collocato a sinistra a fare l’esterno basso, una novità che si è rivelata positiva anche per il giocatore stesso, che in questo ruolo non ha sfigurato. Sveglia che è arrivata davvero con lo squillo di Colacone, autore di un bel gol che ha riaperto la partita. A questo punto i biancorossi hanno messo in difficoltà i canarini: buone le corse di deviazione, gli scambi di posizione e gli inserimenti da dietro che hanno velocizzato la manovra. Tecniche che hanno dato risalto al gioco dorico, ma che non hanno avuto tempo a sufficienza per rendersi efficaci. Resta così il rammarico per non aver agguantato il pareggio; risultato tutto sommato abbordabile. C’è da sottolineare una cosa però: fuori casa i dorici partono male, ma si impegnano, cercano sempre di fare risultato, ma il loro spirito e il loro mordente non è lo stesso espresso al Del Conero. Questa è una differenza che conta.
Articolo di Silvia Trillini tratto dalla sua rubrica settimanale controcampo
L’Ancona cala il tris: Gallipoli KO
Gallipoli al massacro. Tre gol subiti, tre espulsioni rimediate e l’Ancona può festeggiare alla grande la decima vittoria al Del Conero. Una vittoria importante per la classifica, per il morale e per il futuro di questa squadra. Una vittoria che è la conferma di come tutta la compagine biancorossa vuole a tutti i costi raggiungere l’obiettivo salvezza. Ancona più sostanziosa del Gallipoli, grazie anche all’intuito di Salvioni che ha inserito Schiattarella tra i titolari al posto di Milani. Un jolly che si è rivelato efficace in mezzo al campo, sia in fase difensiva, che in fase offensiva e quindi di grande supporto per tutta la squadra.
Tutto sottocontrollo nei primi 25 minuti di gara. Un primo tempo spoglio di azioni pericolose con un Gallipoli che cerca di fare il suo gioco e un’Ancona che risponde presente. Un botta e risposta equilibrato che termina al 26’ quando Schiattarella si invola sulla destra, raccoglie un passaggio di Colacone e tira in porta. Palo e gol.
L’Ancona si accende, da intensità alla manovra e cerca la conclusione. Al 33’ punizione per i dorici, la sfera viene ribattuta, ma la difesa giallorossa si addormenta e Catinali si impossessa della palla. Tutti all’interno dell’area di rigore del Gallipoli: ci prova Surraco e becca il palo e su un secondo tiro dei dorici, probabilmente c’è anche la mano di Mancini ad evitare il peggio per Sciarrone, ma l’arbitro fischia e l’azione termina.
Ma l’Ancona non si accontenta e prova di nuovo a rendersi pericolosa con Miramontes e Mastronunzio che tengono impegnato il portiere salentino. Al 40’ Sciarrone si supera e para un tiro di Mastronunzio che poteva essere benissimo un gol. Primo tempo che si conclude con il vantaggio dell’Ancona per 1 a 0 e il Gallipoli in dieci, dopo l’espulsione di Lazzari. Ripresa da urlo per l’Ancona. Passano soli 3 minuti e Schiattarella si inventa la giocata per Mastronunzio che tira indisturbato e batte Sciarrone. 2 a 0 per l’Ancona e il Gallipoli accusa il colpo. A complicare la partita ai salentini è la seconda espulsione ai danni di Tagliani.
Partita in salita per i giallorossi e l’Ancona è libera di giostrare la gara come vuole. Al 15’ st arriva il terzo gol per i biancorossi. Mastronunzio si smarca all’interno dell’area avversaria, vede Surraco, gli appoggia la palla e l’uruguaiano la butta dentro. 3 a 0. Si ricomincia, ma le sorti del match sembrano essere ben definite, quando il direttore di gara espelle Daino per un fallo ai danni di Surraco. L’unico spiraglio di luce per i giallorossi arriva al 35’. Punizione battuta da Artistico, che sferra un colpo di sinistro, centrando la rete. Una luce la cui fiamma si spegne subito perché i dorici sono superiori in tutti i sensi e il Gallipoli è costretto ad arrendersi di fronte a questo spettacolo Ancona.
ANCONA: (4-4-2) Da Costa; Schiattarella (23’st Gerbo), Cosenza, Cristante, Zavagno (18’st Piccoli); Surraco, Catinali (26’st Mustacchio), Camillucci, Miramontes; Colacone, Mastronunzio. All.: Salvioni
A disp.: Schena, Pisacane, Gerardi, Mirchev
GALLIPOLI (3-4-2-1) Sciarrone; Sosa, Tagliani, Pallante (8’st Artistico); Daino, Mancini, Pederzoli (24’st Viana), Scaglia; Lazzari, Di Carmine (1’st Filkor); Volpato. All.: Giannini
A disp.: Koprivec, Mounard, Galeotti, Franchini
Arbitro: sig. Nasca di Bari. Assistenti: Baianchi ed Evangelista; quarto uomo: Albertini
Reti: 26’pt Schiattarella; 3’st Mastronunzio; 15’st Surraco; 35’st Artistico; Note: Ammonizioni: 15’pt Miramontes; 26’pt Scaglia; 28’st Mustacchio; Espulsioni: 43’pt Lazzari; 8’st Tagliani; 32’st Daino; Angoli: 2:9. Recupero: 2’ nel primo tempo; 0’ nel secondo tempo
Silvia Trillini Realsports.it